Puntata di La via del ferro andata in onda mercoledì 8 aprile, con Davide Guerini, presidente del Comitato Liberi Cittadini per la Salute di Sarezzo.

Fonte: radiondadurto.org


Trascrizione Intervista

Conduttrice:

La Via del ferro in onda ogni secondo mercoledì del mese come oggi su Radio Onda d’Urto e in replica la domenica, iniziamo andando a Sarezzo, al centro della Val Trompia per parlare della protesta popolare contro il progetto della Sares Green dopo l’ok da parte di Regione Lombardia alla realizzazione dell’impianto omonimo di rifiuti nell’area di Ponte Zanano.

Una protesta che viene portata avanti da cittadini e cittadine insieme al Comitato Liberi Cittadini per la Salute di Sarezzo di cui abbiamo in collegamento il suo presidente Davide Guerini. Un saluto e grazie per essere con noi.”

Davide Guerini:

“Grazie a voi per l’opportunità che ci state dando.”

Conduttrice:

“Ecco, partirei chiedendoti subito che cos’è questa Sares Green, un’azienda che tratta di smaltimento rifiuti ma che permessi di costruzione ha avuto e che cosa produrrà?”

Davide Guerini:

“Guarda, è una storia che risale ormai al 2016, si tratta di un impianto definito innovativo, è presentato in Regione Lombardia appunto una decina d’anni fa. Ha avuto un iter abbastanza travagliato: da subito si è costituito il nostro comitato e nella fase iniziale abbiamo raccolto più di 11.000 firme di contrarietà al progetto e le abbiamo portate in Regione Lombardia. Noi non sappiamo se è grazie a questo o in virtù di una titubanza da parte di Regione stessa, il progetto è stato poi in qualche modo archiviato. L’azienda ha presentato un ricorso al TAR di Brescia, ha vinto il ricorso stesso, non nel merito della questione, ma per il fatto che Regione Lombardia doveva esprimersi sulla questione e non poteva archiviare il progetto. Quindi l’iter è stato molto lungo, articolato, e alla fine purtroppo è stato approvato da Regione un mese fa più o meno. Noi stiamo attendendo la pubblicazione sul BURL, sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia, la pubblicazione appunto della delibera di approvazione e capire quali sono stati i contenuti di questo progetto e le limitazioni che sono state poste da ARPA. Io ti posso dire che negli anni abbiamo raccolto tantissime perplessità sia tecniche che sociali. La cosa che abbiamo da subito contrastato è la vicinanza, l’ubicazione, perché è completamente in paese. Trattare 65.000 tonnellate di rifiuti con un processo pirolitico è denso di problematiche e di pericoli. Noi continuiamo a dire che non capiamo qual è la ricaduta sociale; c’è un vantaggio probabilmente imprenditoriale (ci auspichiamo che ci sia almeno un vantaggio imprenditoriale), ma sicuramente non c’è una ricaduta sociale positiva.”

Conduttrice:

“Ecco perché dici imprenditoriale in questo caso? Perché dovrebbe smaltire anche materiale proveniente dalle aziende?”

Davide Guerini:

“Allora, sicuramente è totalmente materiale che viene prodotto dalla Assisi Raffineria Metalli, che è già presente attiva a Ponte Zanano. Lei è conferitore unico del car fluff che verrebbe poi trasformato nella Sares Green. Ma il problema vero è che noi abbiamo chiesto più volte a Regione Lombardia e ad ARPA di dimostrare che il rifiuto cessa di essere rifiuto e diventa prodotto. Perché loro dichiarano che il materiale che sarà ottenuto da questo processo produttivo finirà in Feralpi, finirà in Marangoni Pneumatici, in Saras o Sarlux (un’azienda del gruppo Saras per la raffinazione). E quello che noi abbiamo sempre espresso come perplessità è che non esiste nessun capitolato, nessun contratto. Esistono delle lettere generiche di intenti da parte di questi acquirenti che dicono: ‘Valuteremo se il prodotto ci interessa’. Tant’è che abbiamo espresso con una certa perplessità in Regione Lombardia e ad ARPA dicendo: ‘Ok, ma quindi paradossalmente potrebbe succedere che ciò che esce dall’impianto finisce a Feralpi, a Marangoni, fanno le verifiche e dicono no, il prodotto non soddisfa i nostri capitolati e quindi lo trattiamo come rifiuto’. Abbiamo detto: ‘Se questa è economia circolare ci dovete spiegare dov’è la circolarità’. Perché se voi spendete risorse naturali come gas, acqua (parliamo di 100.000 metri cubi di acqua), gas metano, gas di pirolisi, potenziale inquinamento che per quanto sotto soglia di legge è un inquinamento e presenta un cumulo. Gli studi che hanno fatto, secondo noi, sono inadeguati, perché abbiamo detto che hanno trascurato l’impatto cumulato delle altre aziende che sono presenti in zona. Quindi loro possono dire ‘Ok, Sares Green inquina uno’, ma non hanno valutato quello che possono inquinare le altre aziende preesistenti. Quindi dici, ok, c’è una parzialità di verifica, non c’è una completezza.”

Conduttrice:

“Anche perché mi immagino (scusami se ti interrompo) che ci saranno diversi camion che devono portare il materiale all’azienda e il materiale che poi deve uscire.”

Davide Guerini:

“È vero, sì. il traffico oggi esiste già in termini di Assisi Raffineria Metalli. Il progetto imprenditoriale parte dal fatto che il rifiuto, questo car fluff che esce da Assisi Raffineria Metalli, verrebbe trasformato in loco a 200 metri nel nuovo sito produttivo. Quindi diciamo che un incremento viabilistico probabilmente non è straordinario. Ma il progetto stesso dice che a fronte delle 65.000 tonnellate di materiale non pericoloso ce ne saranno 5.000 di rifiuto pericoloso. Quindi diciamo, anche qua, qual è la ragione per cui quasi il 10% del materiale che tu trasformi diventa rifiuto pericoloso? E quello sì che andrà trasportato, smaltito secondo criteri particolari e tutto il resto.

Consumo di gas metano che è paragonabile a quello di 300-400 famiglie. Abbiamo detto, in termini solo di CO2, non di inquinanti.
Loro dicono ‘E allora se dovessimo guardare la CO2 non facciamo più nulla?’.
Bene, ho detto ‘La Comunità Europea si muove sul Green Deal, ha penalizzato l’automotive, ha penalizzato l’industria siderurgica, quella dell’alluminio e tutto il resto, arriva Sares Green e può ignorare tranquillamente il discorso della CO2?’

Quindi ti dico, le perplessità che noi abbiamo sono enormi, sono realmente enormi.”

Conduttrice:

“Vedo anche dalla mappa che avete pubblicato, dove dovrebbe insediarsi appunto Sares Green, che la struttura si trova (almeno dalle mappe) in linea d’aria vicinissima a un campo sportivo e poi al di là del fiume Mella vicina anche a delle abitazioni.”

Davide Guerini:

“Corretto. Verissimo. Anche questa è stata una perplessità che abbiamo sollevato. Ci è stato banalmente detto che gli impianti sportivi, non essendo abitati con continuità (nel senso che non sono abitazioni), non hanno fatto uno studio di ricaduta su quelli. Perché il fruitore del servizio si cambia velocemente, si ferma due ore, si cambia e se ne va, e quindi non hanno considerato come punti recettori significativi. Anche questo è un altro elemento che ci induce a dire ‘Ma perché?’. Ci giocano centinaia di ragazzini e di ragazzi, oltretutto lo sponsor è lo stesso, è il proprietario di Sares Green. Quindi anche lì diciamo: ‘Ma qual è il senso di un impianto di questo genere?’.

Poi potrei raccontartene ancora tante. Anche da un punto di vista di ARPA. ARPA Lombardia dice: ‘State tranquilli che noi vigileremo’.
Ho detto: ‘Perfetto, ma il concetto soprattutto dello stabilire la cessazione del rifiuto, l’End of Waste, è normato da una legge estremamente chiara. Che dice: Un rifiuto per cessare di essere definito rifiuto, bisogna considerarlo prodotto all’uscita dall’azienda. Quindi, all’uscita dal cancello di Sares Green, tu dovresti dimostrarmi che quello che sta uscendo è un prodotto che ha un mercato, che ha un prezzo, che ha una domanda. Al momento questo non è stato dimostrato.

Abbiamo detto: ‘Ci mostrate i contratti o i famosi capitolati tecnici dove il contenuto del materiale conferito ai potenziali acquirenti corrisponde a quello che è una minima richiesta dell’acquirente stesso?’. Gli acquirenti citati sono assolutamente di prim’ordine perché Marangoni, Feralpi, Saras sono interlocutori serissimi, quindi saranno in grado di presentarti un capitolato di interesse dove dicono ‘Sopra questi valori non lo possiamo accettare perché magari ci inquina, ci altera il processo trasformativo, sotto va bene tutto’. Questo non è stato fatto e ARPA ha detto: ‘Noi non facciamo indagini, ci accontentiamo di vedere queste lettere’. Lettere che banalmente (ma purtroppo è così) sono quattro lettere identiche con lo stesso errore di battitura! Allora diciamo: ‘Caspita, è talmente superficiale l’interesse manifestato dagli acquirenti che io una domanda me la farei!’.

ARPA e Regione Lombardia non sono tenuti a farsi domande. Quindi fa bene da sorridere, ma ci sarebbe probabilmente da piangere in questi termini. Ci siamo relazionati con le istituzioni. L’Amministrazione Comunale di Sarezzo, con la quale più volte ci siamo confrontati e scontrati, continuiamo a dirle: ‘Avete fatto una relazione dall’Università di Brescia negli anni (forse la precedente amministrazione l’ha fatta) e questa relazione evidenziava una serie di criticità che poi non sono mai state a tutti gli effetti chiarite o hanno rassicurato che il processo poteva avere un qualche elemento straordinario’.

Perché a noi sembra tanto che ci sia un processo di trasformazione non ancora ben definito, ben noto. Quello che noi sappiamo del processo di pirolisi è: tanto più il prodotto in ingresso è omogeneo, tanto migliore è il prodotto in uscita (tant’è che processi pirolitici a volte partono dalla lignite, partono da prodotti di questo genere). La criticità del car fluff è l’eterogeneità del prodotto stesso. Cioè, dicono, le carcasse delle auto possono essere di 15 anni fa, 10, 5 e 2 anni fa. I ritardanti di fiamma delle plastiche, dei cruscotti sono talmente eterogenei tra di loro che potrebbero essere completamente diversi come contenuto. Le gommapiume dei sedili possono essere totalmente diverse tra di loro. Quindi, come fai a garantirmi un ingresso di un qualche cosa di omogeneo quando tu stesso non sei in grado di garantirlo? Quindi il prodotto che ne deriverà sarà qualcosa di estremamente variabile. Ed è per questo che uno come Feralpi o Marangoni o Saras dicono ‘Come facciamo ad accettarlo?’.

Abbiamo pure evidenziato un aspetto che, tutto quello che ti sto dicendo adesso si evince dai documenti che ha presentato l’azienda in Regione Lombardia. Ti dico che la quantità di cloro, il cloro è ritenuto un elemento molto critico nella gestione del processo. Nella fase sperimentale risultava che la quantità di cloro nel prodotto e nei prodotti fosse estremamente elevata. Il cloro è forse l’elemento che può deteriorare il refrattario nei forni elettrici dove dovrebbe essere bruciato, può intasare i filtri di chi raffina l’olio che ne può essere derivato. Quindi noi evidenziamo questo e Regione Lombardia ci dice: ‘E ma secondo te l’imprenditore fa tutto questo per buttare via i soldi?’.
Ho detto: ‘No no, io non ho dubbi sul fatto, mi auguro che l’imprenditore possa guadagnare, ma il concetto è: non è economia circolare!’.
Oppure perché una collettività deve correre dei rischi di inquinamento, e inquinamento magari anche grave, a fronte di zero beneficio? Non potete dire che 4 o 5 persone che andranno a lavorare lì ripagano questo.

Il concetto è stato anche un altro, in maniera provocatoria abbiamo detto: se fosse un impianto nucleare che fosse proposto lì attaccato alle case, ma venisse fatta una manifestazione pubblica in cui si dice ‘A fronte di questo rischio l’intera collettività beneficerà dell’energia elettrica gratuita’. Ok, la gente sceglie e dice ‘Va bene, mi sta bene o non mi sta bene ma ho un ritorno, può essere un ritorno economico, c’è un rischio’. In questo caso la popolazione non può scegliere. Deve subire le scelte di terzi, accollarsi un potenziale rischio (sicuramente ci saranno delle emissioni, saranno nei parametri di legge, ma nel lungo periodo le ricadute sono comunque nel suolo e nell’acqua e nell’aria).

Il problema non è solo di Ponte Zanano, il problema è dell’area in cui l’aria si può distribuire (quindi per chilometri il problema si può evidenziare). Quindi noi diciamo, questa non è una scelta, anzi se 11.000 persone dicono ‘No, noi non ci sta bene un progetto di questo genere’, come si fa ad ignorare una cosa di questo genere?”

Conduttrice:

“Proprio alla luce di questa domanda, volevo chiederle, come ha giustamente sottolineato ci sono diverse criticità attorno a questo progetto di Sares Green per Sarezzo (in particolare per l’area di Ponte Zanano), le ricadute riguardano tutti i cittadini e le cittadine. Il Comitato Liberi Cittadini per la Salute di Sarezzo sta portando avanti queste iniziative di protesta per portare anche l’attenzione alla popolazione coinvolta. Le chiedo se c’è attivazione e attenzione sul merito riguardo al progetto nella zona.”

Davide Guerini:

“Sicuramente sì. È chiaro che 10 anni fa quando siamo partiti, la raccolta delle 11.000 firme fu qualcosa di straordinario. Noi facemmo anche un’assemblea pubblica in cui parteciparono più di 800 persone e anche questo in termini di movimento… noi stiamo cercando oggi di chiedere all’amministrazione comunale una sede dove fare un nuovo evento, un nuovo incontro divulgativo perché poi promuoveremo anche una raccolta fondi. Una raccolta fondi per fare un ricorso al TAR. Ricorso al TAR che sarà ovviamente subordinato alla verifica da parte di un paio di legali che abbiamo già contattato, perché crediamo ci siano tutti gli estremi per poter ricorrere al TAR, e quindi noi promuoveremo una raccolta fondi per sostenere le spese. Perché è paradossale, è paradossale che sia un comitato che si debba far carico di questo e non sia un’amministrazione comunale o non siano gli enti pubblici che si facciano carico di questo. Questa è una denuncia ma veramente nel termine vero, cioè nel senso come si può pensare che un’amministrazione comunale che dichiara ‘Non posso esprimermi tecnicamente, mi affido ad ARPA per fare le verifiche del caso’ e quando comincia a esserci un po’ di rivolta sociale, un po’ di subbuglio, pubblica quattro pagine sul Sarezzo in Forma nelle quali si dice ‘State tranquilli che non c’è pericolo’. Allora dici: o ti esprimi tecnicamente e lo facevi preventivamente, oppure non lo fai successivamente. Perché ARPA stessa non ha detto che non esiste pericolo. ARPA dice: ‘Tu parti, fai questo impianto, lo fai in maniera graduale, fai il primo step, poi faremo il secondo e il terzo, dopo 6 mesi che sei partito facciamo le verifiche del caso’.

Ma anche questo, sulla base di cosa? C’è… è come dire tu fai la tua attività, dopo io vengo a controllarti fra 6 mesi e vediamo come stanno andando le cose. Ma non è questo lo spirito della legge. Lo spirito della legge è io verifico preventivamente qual è il contenuto del tuo progetto, se ci sono dei rischi me li risolvi in origine, se c’è la produzione di un qualche cosa mi dimostri contrattualmente che ci sono delle persone interessate ad acquistare il tuo prodotto e se sei così sicuro del tuo processo sarai in grado di garantire qualitativamente ciò che esce. Ma se tutto questo manca, com’è possibile che venga autorizzato un progetto di questo genere?

Non lo so, noi adesso siamo alla ricerca di un locale, speriamo ce lo dia l’amministrazione comunale, sennò non sappiamo dove collocarci per fare appunto questa assemblea pubblica nella quale raccontare gli ultimi eventi della questione e dopo che avrà verificato i legali ragionare sulla raccolta fondi appunto per intraprendere un ricorso al TAR.”

Conduttore:

“Ecco, proprio venendo alle iniziative che state portando avanti come Comitato Liberi Cittadini per la Salute di Sarezzo, le chiedo se questo comitato è nato proprio attorno a questa vicenda o se è nato rispetto ad altre vicende di carattere ambientale che riguardano questo territorio?”

Davide Guerini:

“Lo dico con un po’ di reticenza, nel senso: noi siamo nati esclusivamente per il discorso Sares Green. Poi è chiaro che la vicinanza al tema ambientale e alla tutela ci ha magari resi più sensibili alle tematiche ambientali anche in Val Trompia. Noi siamo un gruppo estremamente eterogeneo fatto di artigiani, di imprenditori, di professionisti, di operai. Cioè, non siamo neanche collocabili, né accettiamo l’etichetta di ‘ambientalisti’. Noi pensiamo di essere persone dalla mente abbastanza aperta per accettare qualunque tipo di confronto, ma non accettiamo il fatto di subire delle decisioni che prendono altri sulla base di ipotesi con scarsa attinenza a quello che è il percorso legislativo e normativo.

Il discorso era in questi termini, abbiamo detto: o applichiamo le norme esattamente come sono e non le interpretiamo, e allora va bene, ma sennò no, allora ci opporremo. E lo faremo anche in termini non dico estremizzanti, perché abbiamo sempre cercato il dialogo e non abbiamo mai esasperato lo scontro in nessun contesto. Però il concetto di essere nati 10 anni fa con il focus Sares Green ci ha fatto rendere conto che i problemi in Val Trompia non sono limitati a questo, ce ne sono altre di problematiche.”

Conduttore:

“E tra l’altro, grazie ai comitati emergono queste problematiche, sennò come diceva lei molto spesso passano anche sotto silenzio dei progetti che hanno anche queste conseguenze e effetti sul territorio. Ecco, in ultimo le chiedo, vista la notizia comparsa in questi giorni sui quotidiani locali bresciani: com’è andata questa forma di protesta con gli striscioni che sono stati affissi in diverse zone dell’area di Ponte Zanano che esprimevano il dissenso contro la realizzazione della Sares Green e subito dopo è arrivata la polizia locale a rimuoverli, tranne qualcuno perché era all’interno di una proprietà privata, se non sbaglio?”

Davide Guerini:

“Confermo, sì. Allora, anche qui noi riteniamo che la solerzia con cui la Polizia Municipale si sia mossa sia straordinaria e lascia qualche spazio interpretativo. Perché gli striscioni che compaiono per festeggiare matrimoni o altre questioni hanno una permanenza sul suolo pubblico che è almeno di un paio di giorni. Nel nostro caso duravano ore, dopodiché arrivava subito la polizia locale e interveniva.

È stato per puro caso che mi hanno mandato una fotografia quando la polizia si stava accingendo a chiedere chiarimenti a un privato che aveva esposto sul suolo privato questo striscione. L’ho chiamata in quel momento e le ho detto: ‘Ascolta, ma se ti stanno verbalizzando, fai verbalizzare cortesemente che ti appelli all’articolo 21 della Costituzione. Perché tu hai diritto di esprimere un parere che, se non è offensivo e non è lesivo ma è espressione della tua idea, tu lo puoi mantenere’. Tant’è che poi da lì il verbale non è mai arrivato e quindi… Però è vero, noi riteniamo che la popolazione possa esprimersi liberamente (anzi, non è che lo riteniamo noi); lo possa fare in maniera civile, ma non dobbiamo essere ostacolati.”

Conduttrice:

“Ecco, a chiudere del tutto questa intervista (ovviamente se non ha altro da aggiungere rispetto a questo tema), volevo ricordare che ci sono delle pagine, dei canali social per continuare a seguire le vostre iniziative, soprattutto anche di carattere informativo rispetto a questo progetto.”

Davide Guerini:

“Confermo, noi abbiamo anche un sito online che si chiama nosaresgreen.it, sul quale abbiamo caricato molta documentazione (che comunque è anche sul portale di Regione Lombardia, sul portale SILVIA di Regione Lombardia). Siamo presenti su Facebook e su Instagram, anche se non siamo dei grandi operatori social stiamo cercando di sfruttare questi canali anche per tenere informata la popolazione in merito a quelle che potranno essere le iniziative che intraprenderemo. Noi stiamo aspettando appunto da più di un mese che venga pubblicato sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia l’approvazione del progetto, dopodiché, ecco come dicevo, i legali sono stati preallertati e manderemo loro l’estratto, anzi la delibera di giunta con cui è stato approvato il progetto e poi ci muoveremo, credo non solo per le vie legali ma soprattutto per le vie legali.”

Conduttrice:

“Davide Guerini, Presidente del Comitato Liberi Cittadini per la Salute di Sarezzo, grazie per essere stato con noi, ci risentiremo quando avrete programmato l’assemblea pubblica in vista della costruzione della Sares Green a Ponte Zanano. Grazie ancora.”

Davide Guerini:

“Grazie a voi dell’interessamento, grazie. Arrivederci.”